Mazzei: Serve l’intervento degli organi superiori del Pd

Petronà, Martedì 17 Ottobre 2017 - 16:42 di Redazione

Petronà vive una delle pagine più buie della sua storia. Le cause sono tante a partire dalla presenza di un’amministrazione che dopo appena 10 mesi dal suo insediamento, è stata sottoposta ad indagine antimafia. E fa solo ridere la Sindaca, quando afferma che gli accertamenti riguardano gli ultimi 20 anni, nel ridicolo tentativo di coinvolgere anche le gestioni precedenti. Vedremo quali saranno le conclusioni a cui perverrà la Prefettura ma una cosa è certa: la Commissione di accesso è stata inviata per verificare la sua fallimentare e poco trasparente esperienza amministrativa. Il mio augurio è che non si pervenga allo scioglimento per inquinamento mafioso del Consiglio comunale, per evitare un’onta incancellabile al paese. Detto questo, non posso fare a meno di insistere sulla necessità di fare chiarezza dal punto di vista politico, dal momento che il mio partito, il PD, consente ad una Sindaca che non ha più la maggioranza ed ha dichiarato pubblicamente il proprio fallimento, di restare in carica. Tutto ciò è possibile in quanto il Consiglio comunale di Petronà è composto da 10 componenti più il Sindaco. La maggioranza è costituita da 6 consiglieri. La lista che ha vinto le elezioni nel 2016 ha presentato non 10 ma 9 candidati e di questi 7 sono diventati consiglieri comunali. Da qualche mese si è dimesso un consigliere di maggioranza che era anche Vice Sindaco ed è stato sostituito dal primo dei non eletti. Di conseguenza dei candidati nella lista che ha vinto le elezioni ne era rimasto fuori solo uno. Nei giorni scorsi si sono dimessi altri 4 consiglieri e la maggioranza si è ridotta a 3 componenti più il Sindaco. Nell’ultima riunione è entrato l’ultimo della lista e quindi i consiglieri di maggioranza in totale sono diventati 4 più la Sindaca. Sono perciò i 3 consiglieri di minoranza, che non dimettendosi portano ad 8 il numero dei consiglieri in carica e consentono alla Sindaca di andare avanti. La Capogruppo di minoranza ha smentito qualsiasi ipotesi di dimissioni ed il Segretario del Circolo PD ha dichiarato pubblicamente di condividere tale scelta. Siamo perciò di fronte ad un fatto politico che riguarda tutti i livelli del PD, in quanto in nessuna parte d’Italia un’amministrazione sottoposta ad accertamenti per inquinamento mafioso, la cui maggioranza non ha più i numeri per governare, viene tenuta in vita dai consiglieri del PD con il consenso del Segretario dello stesso partito. Segretario che da oltre un anno ha rinunciato a svolgere qualsiasi attività politica e che si è definito un “osservatore silenzioso” della situazione esistente. Mi permetto di osservare che nessuno è obbligato a fare il Segretario del Circolo PD, ma che chi ricopre tale incarico, ha il dovere di onorarlo. Il PD di Petronà ha bisogno di una fase di rilancio dell’azione politica e di un profondo rinnovamento. Ma ciò è difficile che possa avvenire a causa delle richiusure e dei personalismi che bloccano qualsiasi ipotesi di dialogo e dei legami di parentela fra i pochi iscritti, che ultimamente vedono coinvolte persone residenti e domiciliate altrove. Serve pertanto un intervento immediato da parte degli organi superiori del PD, per fare chiarezza politica e salvaguardare il ruolo e la dignità del partito.                                                                     

Vincenzo Mazzei                                                        

Già Sindaco di Petronà – Componente Direzione Regionale PD



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